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Quando l’emozione resta dentro
Quando un’emozione resta dentro non è perché manchi, ma perché — da bambina — non aveva un luogo sicuro dove andare.
Chi cresce imparando presto a smussare, ridurre o nascondere ciò che sente raramente ricorda un episodio preciso. Non c’è una scena madre. C’è piuttosto una pedagogia silenziosa fatta di micro-segnali: quali emozioni venivano accolte e quali sorvolate, quali reazioni semplificavano la vita e quali la complicavano.
A un certo punto il corpo ha iniziato a fare i conti al posto tuo. Con una logica semplice e implacabile: se esprimere X genera tensione, allora Y — il contenimento — è la soluzione più conveniente. Non servono parole per impararlo.
Così hai capito che alcuni sentimenti erano permessi e altri no. Che il disagio metteva a disagio. Che rabbia, paura e tristezza andavano gestite con discrezione. Hai imparato a non essere troppo. E, come spesso accade, ti sei adattata.
Questo adattamento non arriva all’improvviso. È progressivo, quasi elegante. [...]
Lo scorso 27 luglio ci lasciava Celso Valli, riferimento assoluto nella costruzione di un intero album o più semplicemente nella produzione di un singolo.
Una garanzia di qualità della musica pop; per molti addetti ai lavori un guru e un'istituzione; meno o per nulla conosciuto, invece, a quella massa che, però, con molta probabilità, sui suoi arrangiamenti e sulle canzoni da lui prodotte, si è innamorata, ha trascorso momenti spensierati, tristi, felici [...]
C’è una stazione radiofonica russa che da cinquant’anni trasmette quasi ininterrottamente un suono afferente a un elettroencefalogramma piatto: un ronzio metallico, ossessivo, privo di melodia, senza significato. Si chiama UVB-76, anche se i radioamatori occidentali, con una certa inclinazione alla mitopoiesi, l’hanno ribattezzata The Buzzer, nome che sembra uscito da un fumetto gotico ma che appartiene al mondo plumbeo e militarizzato della Guerra Fredda. [...]
C’è stato un tempo in cui ho provato grande interesse per la saggistica prodotta tra le due guerre mondiali. Si trattò in effetti di un periodo cruciale nella storia della civiltà occidentale, in quanto la Prima guerra mondiale aveva chiarito in modo pratico e definitivo una evidenza di non poco conto, e cioè la cosiddetta morte di Dio, preconizzata da Nietzsche nel noto aforisma 125 di La gaia scienza nel 1882. Ad annunciarla era un uomo folle con una lampada in mano in un mercato, il quale però diceva anche [...]
“Stai attento ai tuoi pensieri, perché diventeranno le tue parole; stai attento alle tue parole, perché diventeranno le tue azioni; stai attento alle tue azioni, perché diventeranno le tue abitudini; stai attento alle tue abitudini, perché diventeranno il tuo carattere; stai attento al tuo carattere, perché diventerà il tuo destino”
Dal Talmud
(questo articolo rappresenta il seguito del precedente, consultabile a questo link)
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Recentemente sono andato al cinema a vedere Il maestro, film diretto da Andrea Di Stefano — lo stesso regista del pluripremiato L’ultima notte di Amore — presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025.
Se L’ultima notte di Amore è un grande noir urbano e notturno, Il Maestro si colloca negli anni Ottanta e si muove prevalentemente alla luce del sole della nostra Penisola, nobilitata da una fotografia [...]
La notte è lunga; un’altra notte di attesa. Non è facile vivere così. Dovrei essere una specie di eroe, non dico una statua, ma quanto meno una via, una piazza, qualcosa.
Io ho scoperto le più grandi macchinazioni del mondo, dei poteri forti, e non sono mai nemmeno uscito da casa. Pensate a cosa avrei potuto fare se fossi uscito! Siete tutti stupidi! Sono tutti stupidi, tranne me. Se riuscissi a parlare con il Diavolo (di cui, a proposito, ho anche l’indirizzo e-mail), sono sicuro che potrei insegnargli molte cose. [...]