HOME
La pratica del reparenting
“Siamo formati dai nostri pensieri. Noi diventiamo quello che pensiamo”
Buddha
“Ama il prossimo tuo come te stesso”
Matteo 22:37-39
Quando veniamo al mondo siamo in profonda connessione con i nostri sentimenti e i nostri bisogni. Essi sono autentici, immediati e spesso richiedono di essere accolti con urgenza. Crescendo impariamo che anche gli altri hanno dei desideri e iniziamo a sviluppare la capacità di entrare in relazione con loro, creando un ponte tra ciò che sentiamo noi e ciò che provano gli altri.
A volte, tuttavia, questo equilibrio si rompe. I nostri condizionamenti, la nostra storia familiare e culturale, e l'educazione ricevuta ci portano a credere che, per incontrare alcuni bisogni vitali, sia indispensabile rinunciare alle nostre esigenze per privilegiare quelle altrui. E così, l’amore diventa condizionato: ci sentiamo degni di essere amati solo se soddisfiamo determinate aspettative, se siamo gentili, disponibili, generosi. [...]
Tra i molti insegnamenti che sto ricevendo attraverso l’incontro con la cultura giapponese, uno dei più significativi riguarda il modo di concepire la comunicazione e la relazione umana.
In Giappone esiste un’espressione molto conosciuta: kuuki wo yomu (空気を読む), letteralmente “leggere l’aria”.
A una prima lettura può sembrare una semplice metafora. In realtà, racchiude una competenza relazionale profonda: la capacità di percepire ciò che sta accadendo in un determinato contesto al di là delle parole [...]
L’ornamento delle cose secondarie è una soglia che non si attraversa distrattamente ma con un passo più lento, quasi esitante, come quando si entra in una stanza dove il silenzio ha qualcosa da dire. È un’opera che arriva in punta di piedi nella carriera di Max Gazzè e lascia un solco profondo: parla di ciò che resta quando il rumore si placa, quando le urgenze si fanno da parte e le cose apparentemente marginali reclamano finalmente spazio. Qui la musica chiede tempo, attenzione, disponibilità emotiva, non funziona come oggetto di consumo ma come luogo interiore. [...]
“Noi sosteniamo che queste verità sono per sé evidenti: che tutti gli uomini sono creati uguali; che sono dotati dal Creatore di certi diritti inalienabili, tra i quali sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini dei governi, che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che, ogni qualvolta una forma di governo diventi perniciosa a questi fini, è nel diritto del popolo di modificarla o di abolirla.”
(Thomas Jefferson, 1776)
“Portano droga, portano criminalità [...]
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi è una toccante e disperata poesia di Cesare Pavese, pubblicata postuma, dedicata alla fine di un grande amore. In questi pochi versi la malinconia dell’autore traligna in depressione, descrivendo la morte come una presenza costante, incombente, che nell’estrema solitudine dell’abbandono rende vacua ogni speranza. La vita e il nulla si sovrappongono, e scomparire nel vuoto sarà come “smettere un vizio”: e per tutti la morte ha uno sguardo. [...]
Ero incerto se proporre un articolo simile, tanto è spinoso e insidioso il tema. Ma il tarlo non smetteva di corrodermi e allora eccomi qui a sottoporvi questa riflessione che spero di cuore possa risultare gradita. Riflessione scaturita da miriadi di scambi di vedute (a volte anche aspri e acerbi, ma quasi sempre produttivi) sia con persone del settore, sia con “semplici” ascoltatori di musica per diletto.
La domanda che vi pongo è la seguente: esistono criteri che si possano definire [...]
Chissà se le scimmie vanno in paradiso - aveva detto un pezzo grosso del controllo missione. Già, chissà - ho pensato io.
Hanno avuto l’idea da un fumetto, grandi applausi. Università prestigiose, corsi di studio, magari i genitori che hanno fatto quattro lavori per poter dire che loro figlio o figlia lavorava al programma spaziale e loro prendono l’idea da un fumetto, un cazzo di fumetto. Se avessi saputo parlare glielo avrei detto, li avrei insultati, ma nemmeno il linguaggio [...]