HOME
22 Giugno 2026 - Musica
La musica come spazio di coscienza civile, tra emozione, consenso e pensiero critico
Il silenzio dell’artista è davvero neutrale?
Tra le tante trasformazioni che il nuovo secolo sta portando nelle abitudini e nei comportamenti del mondo occidentale, una delle più evidenti riguarda il modo in cui opinioni, idee e prese di posizione diventano pubbliche. Oggi, grazie ai social media e alle piattaforme digitali, una dichiarazione, un’intervista o persino un semplice pensiero possono raggiungere milioni di persone in pochi minuti.
Proprio da questa nuova realtà è nata una recente polemica nel mondo della musica, in seguito ad alcune dichiarazioni di Francesco De Gregori. Il cantautore romano ha affermato che, nella complessità del mondo contemporaneo, «un proclama buttato giù da un palco, o anche scritto in un appello, lo lascia abbastanza indifferente». Il riferimento era alle recenti prese di posizione di Bruce Springsteen contro il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Secondo De Gregori, un artista dovrebbe concentrarsi sul proprio lavoro (scrivere musica, testi, creare opere), senza utilizzare la propria visibilità [...]
“Siamo formati dai nostri pensieri. Noi diventiamo quello che pensiamo”
Buddha
“Ama il prossimo tuo come te stesso”
Matteo 22:37-39
Quando veniamo al mondo siamo in profonda connessione con i nostri sentimenti e i nostri bisogni. Essi sono autentici, immediati e spesso richiedono di essere accolti con urgenza. Crescendo impariamo che anche gli altri hanno dei desideri e iniziamo a sviluppare la capacità di entrare in relazione [...]
Tra i molti insegnamenti che sto ricevendo attraverso l’incontro con la cultura giapponese, uno dei più significativi riguarda il modo di concepire la comunicazione e la relazione umana.
In Giappone esiste un’espressione molto conosciuta: kuuki wo yomu (空気を読む), letteralmente “leggere l’aria”.
A una prima lettura può sembrare una semplice metafora. In realtà, racchiude una competenza relazionale profonda: la capacità di percepire ciò che sta accadendo in un determinato contesto al di là delle parole [...]
L’ornamento delle cose secondarie è una soglia che non si attraversa distrattamente ma con un passo più lento, quasi esitante, come quando si entra in una stanza dove il silenzio ha qualcosa da dire. È un’opera che arriva in punta di piedi nella carriera di Max Gazzè e lascia un solco profondo: parla di ciò che resta quando il rumore si placa, quando le urgenze si fanno da parte e le cose apparentemente marginali reclamano finalmente spazio. Qui la musica chiede tempo, attenzione, disponibilità emotiva, non funziona come oggetto di consumo ma come luogo interiore. [...]
“Noi sosteniamo che queste verità sono per sé evidenti: che tutti gli uomini sono creati uguali; che sono dotati dal Creatore di certi diritti inalienabili, tra i quali sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini dei governi, che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che, ogni qualvolta una forma di governo diventi perniciosa a questi fini, è nel diritto del popolo di modificarla o di abolirla.”
(Thomas Jefferson, 1776) [...]
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi è una toccante e disperata poesia di Cesare Pavese, pubblicata postuma, dedicata alla fine di un grande amore. In questi pochi versi la malinconia dell’autore traligna in depressione, descrivendo la morte come una presenza costante, incombente, che nell’estrema solitudine dell’abbandono rende vacua ogni speranza. La vita e il nulla si sovrappongono, e scomparire nel vuoto sarà come “smettere un vizio”: e per tutti la morte ha uno sguardo. [...]
Ero incerto se proporre un articolo simile, tanto è spinoso e insidioso il tema. Ma il tarlo non smetteva di corrodermi e allora eccomi qui a sottoporvi questa riflessione che spero di cuore possa risultare gradita. Riflessione scaturita da miriadi di scambi di vedute (a volte anche aspri e acerbi, ma quasi sempre produttivi) sia con persone del settore, sia con “semplici” ascoltatori di musica per diletto.
La domanda che vi pongo è la seguente: esistono criteri che si possano definire [...]